Commenda di Arville: storia e vestigia dei Templari

Commenda di Arville, antica casa templare nel Perche

Nel cuore del Perche, nel Loir-et-Cher, la Commenda di Arville costituisce una delle testimonianze più notevoli lasciate dall’Ordine del Tempio in Francia. Occupato dapprima dai Templari e successivamente dagli Ospitalieri, il sito ha attraversato quasi nove secoli di storia prima di essere progressivamente salvaguardato a partire dagli anni Ottanta.

Ma cosa resta realmente dell’epoca dei Templari ad Arville? Chi erano i fratelli che vivevano in questa casa del Tempio? E cosa ci insegnano oggi gli archivi e i restauri del sito?

Per approfondire queste domande, abbiamo parlato direttamente con il team della Commenda di Arville. Le risposte che ci ha fornito permettono di andare oltre la storia generale del monumento e di comprendere più concretamente la realtà di questo insediamento templare.

Portico d’ingresso della Commenda di Arville
Il portico d’ingresso della Commenda di Arville. © Commanderie d’Arville

Da ricordare

  • La presenza dei Templari ad Arville è attestata con certezza nel 1169; una menzione degli anni Trenta del XII secolo non basta a dimostrare un insediamento precedente.
  • Un documento del 1209 identifica sette fratelli presenti nella casa di Arville, con incarichi religiosi, amministrativi e pratici.
  • Secondo il personale della Commenda, la base del portale d’ingresso, il portico e la chiesa possono essere ricondotti agli interventi dei Templari.
  • Nel 2026 è stato inaugurato un museo completamente rinnovato, con circa 650 m² distribuiti in otto sale espositive, che presenta anche oggetti della collezione Miquel.

Arville, una casa dell’Ordine del Tempio nel Perche

Dopo la prima crociata e la conquista di Gerusalemme nel 1099, l’Ordine del Tempio si sviluppò come ordine religioso e militare. Riconosciuto ufficialmente al Concilio di Troyes nel 1129, istituì in Occidente una vasta rete di insediamenti incaricati, in particolare, di amministrare terre e risorse destinate a sostenere l’azione dell’Ordine.

Per collocare Arville in questa storia più ampia, potete consultare il nostro articolo dedicato all’origine, alla storia e alla caduta dell’Ordine del Tempio.

La presenza templare ad Arville è attestata con certezza nel 1169. Una carta degli anni Trenta del XII secolo menziona già un certo Guillermus de Aridavilla, ma questo riferimento non consente di affermare che un insediamento dell’Ordine del Tempio esistesse già a quella data.

Questa prudenza è essenziale: la storia dei Templari ha generato così tanti racconti e leggende che è importante distinguere i fatti documentati dalle interpretazioni successive.

Una « commenda » che in origine era una casa del Tempio

Il termine commenda viene oggi naturalmente utilizzato per indicare Arville. Tuttavia, non corrisponde esattamente al vocabolario impiegato durante il periodo templare.

Il personale della Commenda ci ha precisato che il termine compare relativamente tardi nei testi. Per Arville, gli archivi utilizzano in particolare la parola latina domus, cioè « casa ». Anche il termine praeceptoria compare nelle fonti medievali per indicare le commende.

Un documento datato 1239 ne offre un esempio particolarmente interessante. Menziona il « maestro della casa dei combattenti del Tempio di Arville » — Magistro Domus milite Templi de Aridavilla — al quale il vescovo di Chartres chiede di versare all’abbazia di Saint-Avit una rendita pari a mezzo muid di grano.

Nel XIV secolo, gli Ospitalieri integrarono la casa di Arville nella Commenda del Pays Chartrain. L’insieme fu riorganizzato nel XVI secolo e assunse allora il nome di « Commenda di Sours e Arville », rimasto in uso fino alla Rivoluzione francese.

Parlare oggi di « Commenda di Arville » è quindi perfettamente comprensibile, ma per l’epoca dei Templari l’espressione casa del Tempio di Arville è storicamente più vicina al vocabolario delle fonti. Il termine « casa » non era specifico di Arville: l’Ordine del Tempio lo utilizzava comunemente per indicare i propri insediamenti.

Un’azienda agricola al servizio dell’Ordine

Una casa templare occidentale non era semplicemente un luogo in cui vivevano cavalieri in attesa di partire per combattere in Terra Santa. Questi insediamenti costituivano anche vere e proprie unità economiche.

Ad Arville, le foreste circostanti favorivano in particolare l’allevamento. Le fonti menzionano mandrie di bovini e branchi di suini, che potevano sfruttare le risorse forestali del Perche.

Le terre, gli allevamenti e le diverse attività del dominio consentivano di produrre entrate indispensabili al funzionamento generale dell’Ordine.

Questa dimensione permette di superare l’immagine del solo cavaliere in armi: dietro di lui esisteva un’intera organizzazione composta da religiosi, fratelli serventi, amministratori, artigiani e uomini incaricati del funzionamento quotidiano dei domini.

Struttura interna della colombaia della Commenda di Arville
L’interno della colombaia testimonia l’importanza dell’organizzazione economica del dominio. © Commanderie d’Arville

Chi erano i Templari che vivevano ad Arville?

È uno degli aspetti più interessanti rivelati dagli archivi: alcuni degli uomini che vissero ad Arville possono essere identificati per nome e funzione.

Un documento del 1209 permette infatti di conoscere sette fratelli presenti nella casa di Arville.

Le fonti menzionano in particolare Hugues Maître, indicato come Magister e incaricato di dirigere la casa, oltre a frate Guillaume, cappellano, e al chierico Thibault Barbet.

Compaiono anche diversi fratelli serventi: Hubert, Guillaume e Richard, ai quali si aggiunge un altro Hubert che svolgeva la funzione di mugnaio.

Questo elenco è sufficiente a dimostrare che una casa dell’Ordine non era composta esclusivamente da cavalieri. Doveva garantirne il funzionamento religioso, amministrativo ed economico.

Potete approfondire questa organizzazione nel nostro articolo dedicato alla Regola dei Templari e alla loro vita quotidiana.

Guillaume de Plexeyo, fratello servente accolto ad Arville nel 1289

Altri documenti ci avvicinano ancora di più agli uomini che vissero realmente nel sito.

Gli interrogatori condotti dopo l’arresto dei Templari forniscono in particolare informazioni su un fratello servente di nome Guillaume de Plexeyo.

Avrebbe pronunciato i voti d’ingresso nell’Ordine ad Arville nel 1289, quando aveva circa 29 anni.

Durante questa cerimonia fu accolto da Guillaume Gaudin, antico cavaliere divenuto maestro della balìa templare di Chartres.

Suo fratello, Étienne de Plexeyo, anch’egli fratello servente ad Arville, era presente insieme a Robert Grunchet e Étienne Besci, altri due fratelli serventi d’armi.

Queste testimonianze conferiscono una dimensione molto più umana alla storia del luogo. Arville non è più soltanto un insieme di edifici: dietro le sue mura emergono i nomi e le funzioni di uomini realmente appartenuti all’Ordine del Tempio.

Cosa resta realmente dei Templari ad Arville?

L’insieme architettonico visibile oggi non è una fotografia intatta del XIII secolo. I Templari, gli Ospitalieri e poi i diversi proprietari trasformarono successivamente gli edifici.

Il team di Arville ci ha indicato che, per quanto ne sa, la base del portale d’ingresso, il portico e la chiesa possono essere ricondotti agli interventi realizzati dai Templari di Arville.

Queste costruzioni utilizzano in particolare il grison, una pietra locale caratteristica del sito.

La chiesa di Notre-Dame

La chiesa è uno degli elementi più direttamente associati al periodo templare.

Chiesa di Notre-Dame della Commenda di Arville
La chiesa di Notre-Dame, uno degli elementi più direttamente associati al periodo templare. © Commanderie d’Arville

Secondo il team della Commenda, non sembra aver subito importanti rimaneggiamenti architettonici. Occorre tuttavia distinguere l’edificio stesso da alcuni interventi successivi.

La volta lignea rivestita in quercia che oggi copre la navata è infatti datata al XVI secolo dall’Inventario dei monumenti storici.

Anche quando un edificio risale al periodo del Tempio, alcuni elementi oggi visibili possono quindi appartenere a fasi molto più tarde.

Il portico e il portale

Il portico costituisce oggi una delle immagini emblematiche di Arville.

La base del portale, costituita dal portico originario, fu realizzata interamente in grison, una pietra locale, in epoca templare. Quando gli Ospitalieri intrapresero la costruzione del portale, conservarono questo portico in grison e vi aggiunsero sopra un padiglione in mattoni, innalzando l’insieme. Costruirono inoltre le due torri che affiancano l’ingresso.

Un dettaglio architettonico merita attenzione: la decorazione ad archivolti del portico si ritrova anche nel portale della chiesa. L’orientamento del portico corrisponde inoltre a quello della chiesa, il cui coro è rivolto a est, secondo la tradizione liturgica. Questi elementi aiutano a distinguere gli interventi dell’epoca templare dalle trasformazioni ospitaliere.

Edifici ampiamente trasformati dopo i Templari

Per gli altri edifici è necessaria una maggiore prudenza.

Gran parte del complesso attuale fu sistemata o trasformata nei secoli XVI e XVII, mentre alcuni edifici sono ancora più recenti.

L’assenza di scavi archeologici sistematici e il numero limitato di archivi conservati rendono talvolta difficile datare con precisione le fondamenta.

Alcuni edifici successivi potrebbero inoltre essere stati costruiti su strutture più antiche, forse templari, senza che oggi sia possibile affermarlo con certezza.

Un’antica dimora signorile sotto l’attuale biglietteria

L’edificio che oggi ospita la biglietteria e gli uffici costituisce un esempio particolarmente significativo di questa sovrapposizione di epoche.

L’edificio attuale fu costruito tra il 1814 e il 1827, ma ricopre una parte di un’antica dimora signorile adiacente alla chiesa.

Il corpo principale di questa dimora era disposto parallelamente alla navata. Le prime menzioni conosciute risalgono al XVI secolo, ma la sua origine esatta resta difficile da determinare.

Al livello della cantina sono state scoperte aperture simili a feritoie. Una di esse è ancora oggi visibile arrivando al sito.

I restauri recenti rivelano nuove vestigia

I lavori di salvaguardia avviati negli anni Ottanta non hanno soltanto permesso di preservare Arville. Alcuni restauri recenti hanno anche fornito nuove informazioni sulla sua storia.

Gli interventi realizzati sull’edificio dell’attuale biglietteria ne offrono un buon esempio.

Fino ad allora si riteneva che fosse stato realmente conservato soltanto il livello della cantina dell’antica dimora signorile.

I recenti lavori hanno dimostrato che anche le pareti nord e sud dell’edificio attuale conservano importanti resti dell’antica dimora.

Questi elementi sono anteriori alla trasformazione del luogo in residenza di villeggiatura all’inizio del XIX secolo.

La comprensione architettonica di Arville continua quindi a evolversi man mano che gli edifici vengono studiati e restaurati.

Corte interna della Commenda di Arville
La corte interna e gli edifici della Commenda di Arville. © Commanderie d’Arville

Dopo i Templari: l’epoca degli Ospitalieri

La storia di Arville non si conclude con la scomparsa dell’Ordine del Tempio.

Dopo l’arresto dei Templari ordinato da Filippo IV il Bello nel 1307, l’Ordine fu soppresso nel 1312. Questo periodo segnò anche il destino del suo ultimo gran maestro, Jacques de Molay.

Gran parte dei beni templari fu poi trasferita all’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, generalmente chiamato Ordine degli Ospitalieri.

Arville passò sotto l’amministrazione ospitaliera e vi rimase fino alla Rivoluzione francese.

Per comprendere meglio i legami e le differenze tra questi ordini, potete consultare anche il nostro articolo dedicato alla Croce di Malta, alla sua origine e ai suoi legami con i Templari.

È durante questo periodo che nei documenti compare l’espressione Commenda di Sours e Arville. Questo complesso ospitaliero avrebbe raggruppato almeno tredici insediamenti.

Molte trasformazioni architettoniche oggi visibili appartengono proprio a questo periodo successivo ai Templari.

Dalla Rivoluzione alla salvaguardia della Commenda

Con la Rivoluzione francese, i beni religiosi furono confiscati.

Arville fu venduta come bene nazionale nel 1793, poi progressivamente suddivisa tra diversi proprietari privati. Gli edifici furono utilizzati e trasformati, in particolare da famiglie di agricoltori.

Una svolta decisiva avvenne all’inizio degli anni Ottanta.

Quando l’antico granaio fu messo in vendita nel 1982, iniziò un processo di salvaguardia. Le diverse particelle furono progressivamente riunite per restaurare il sito e restituirgli coerenza dal punto di vista storico e patrimoniale.

Un primo museo dedicato ai Templari e alle crociate aprì infine nel 1999.

2026: un nuovo museo per raccontare diversamente i Templari

Nel 2026 Arville compie una nuova tappa con l’apertura di un museo completamente rinnovato, dedicato alla storia dell’Ordine del Tempio.

Il nuovo percorso si sviluppa su circa 650 m² suddivisi in otto sale scenografiche e ripercorre in particolare la nascita dell’Ordine, il suo insediamento in Occidente, le crociate, le sue attività in Oriente e gli eventi che portarono all’arresto dei Templari nel 1307.

Ma il rinnovamento non si limita a una nuova scenografia.

Il team di Arville ci ha spiegato che i contenuti storici sono stati aggiornati per integrare i progressi della ricerca degli ultimi due decenni.

I testi sono stati redatti da tre membri del team, tutti laureati in storia, poi riletti e supervisionati da storici della rete Templars Heritage Route European Federation, alla quale appartiene la Commenda di Arville.

L’obiettivo è presentare con maggiore precisione la storia del Tempio e delle crociate, distinguendo le realtà storiche dalle costruzioni successive.

Oggetti medievali oggi presentati al pubblico

Il nuovo museo permette inoltre di scoprire diversi oggetti storici provenienti dalla collezione Miquel, acquistata nel 2022 dall’associazione che gestisce il sito.

Questa collezione comprende in particolare monete, armi, oggetti devozionali e ricordi legati ai pellegrinaggi.

Sigilli templari e ospitalieri

Il percorso presenta diversi calchi di sigilli templari e ospitalieri, i cui originali sono oggi conservati presso gli Archivi nazionali.

Questi sigilli servivano ad autenticare gli atti e costituiscono anche fonti preziose per studiare i simboli e l’identità degli ordini religioso-militari.

Il celebre sigillo che raffigura due cavalieri sullo stesso cavallo rimane uno degli emblemi più conosciuti del Tempio. Ne ripercorriamo la storia nel nostro articolo dedicato al sigillo dei Templari e al suo significato.

Ampolle reliquiario dei secoli XII e XIII

Sono esposte anche diverse piccole ampolle reliquiario in piombo, datate ai secoli XII e XIII.

Questi oggetti potevano essere messi a contatto con una reliquia o con un luogo considerato sacro, prima di essere conservati come oggetti di devozione privata.

Una spada del XIII secolo

Tra i pezzi presentati figura anche una spada del XIII secolo lunga 84 centimetri.

Questi oggetti rendono più concreta una storia spesso affrontata soltanto attraverso i testi, le battaglie o i grandi personaggi.

Dai Templari alla cultura popolare

Il nuovo percorso non si ferma al 1312.

Una sala è dedicata all’eredità lasciata dai Templari nell’immaginario collettivo.

Cinema, letteratura, videogiochi e cultura popolare hanno contribuito a trasformare profondamente l’immagine dell’Ordine nel corso dei secoli.

Questo approccio permette di comprendere perché i Templari continuino ad affascinare, ma anche come alcune rappresentazioni contemporanee si siano progressivamente allontanate dalla realtà storica.

I Templari erano il « braccio armato » del papato?

Tra le idee preconcette che il team di Arville desidera ridimensionare figura quella che presenta l’Ordine del Tempio come il « braccio armato del papato » nei diversi regni d’Europa.

I Templari beneficiavano effettivamente di un rapporto particolare con il papato e di importanti privilegi. Ciò non significa tuttavia che costituissero un esercito pontificio destinato a intervenire al servizio del papa in tutti i regni europei.

La storia del Tempio deve essere ricollocata nel funzionamento religioso, politico, economico e militare dei secoli XII e XIII.

È proprio questo uno degli obiettivi del nuovo allestimento museale di Arville: tornare alle fonti e distinguere ciò che conosciamo realmente dell’Ordine da quanto secoli di racconti hanno aggiunto alla sua storia.

Il giardino medievale: comprendere diversamente la vita quotidiana

Il patrimonio di Arville non si limita agli edifici e al museo.

Un giardino di ispirazione medievale è stato organizzato attorno a quattro aiuole dedicate alle piante medicinali, orticole, utilitarie e alle piante dei campi.

La disposizione evoca simbolicamente i giardini dei chiostri e i quattro fiumi del Paradiso biblico. Un percorso botanico completa l’insieme con diverse varietà di alberi da frutto adatte al territorio del Perche.

Occorre tuttavia mantenere la stessa prudenza storica adottata per gli edifici: il giardino attuale è una rievocazione contemporanea e non la conservazione intatta di un giardino templare del XII secolo.

Vi crescono tuttavia piante già coltivate nel Medioevo. All’epoca, la forma dei giardini variava in funzione del luogo — monastero, castello o abitazione privata — e dell’uso: coltivazione di alimenti, svago o cure. Questi spazi si trasformarono inoltre nel corso dei secoli.

Scoprire oggi la Commenda di Arville

Oltre al suo interesse storico, la Commenda di Arville è oggi un luogo di trasmissione dedicato alla storia dei Templari e degli ordini religioso-militari.

Giardino ed edifici della Commenda di Arville
Il giardino e gli edifici della Commenda di Arville oggi. © Commanderie d’Arville

Situata a Couëtron-au-Perche, nel Loir-et-Cher, permette di scoprire in un unico sito diversi secoli di storia: edifici antichi, chiesa, portico, spazi restaurati, giardino di ispirazione medievale e museo dedicato all’Ordine del Tempio.

La visita assume una dimensione particolare quando si conoscono gli uomini che vissero realmente ad Arville. I documenti medievali permettono oggi di associare nomi e funzioni alle mura: maestro della casa, cappellano, chierici, fratelli serventi e uomini incaricati del funzionamento materiale del dominio.

Nel corso dell’anno la Commenda propone inoltre diverse visite, attività ed eventi culturali. Poiché orari, tariffe e modalità di accesso possono cambiare, potete preparare la vostra visita direttamente sul sito ufficiale della Commanderie d’Arville.

Arville: comprendere i Templari oltre le leggende

È proprio qui che risiede uno dei principali motivi d’interesse della Commenda di Arville.

Il visitatore non scopre soltanto la grande storia delle crociate o la spettacolare caduta dell’Ordine del Tempio. Può anche comprendere il funzionamento quotidiano di una casa templare: una comunità composta da responsabili religiosi, fratelli serventi, chierici e amministratori che vivevano all’interno di un dominio agricolo ed economico.

Grazie agli archivi, alcuni di loro emergono persino dall’anonimato: Hugues Maître, Guillaume il cappellano, Thibault Barbet, Guillaume de Plexeyo ed Étienne de Plexeyo vissero realmente in questo ambiente diversi secoli prima di noi. Le fonti menzionano anche Denis le Neveu, ultimo fratello cappellano della casa di Arville, arrestato nel 1307.

Gli edifici raccontano invece una storia più complessa di quella di una « commenda templare » rimasta intatta. Alcune strutture risalgono al periodo del Tempio, mentre altre furono profondamente trasformate dagli Ospitalieri e dai proprietari che seguirono.

Con il museo rinnovato nel 2026 e le scoperte emerse dai recenti restauri, Arville permette così di ricollocare i Templari nel loro vero contesto storico e di comprendere perché la loro storia, a più di sette secoli dalla scomparsa dell’Ordine, continui a suscitare tanto fascino.


Articolo realizzato a partire dalle risorse storiche e visive trasmesse dalla Commanderie d’Arville, dalle informazioni pubblicate sul suo sito ufficiale e dalle risposte fornite direttamente dal suo team alle nostre domande nel settembre 2026.

Altri post